Amelia era sempre scapigliata.
Sinonimo di disordine, scompostezza, di caos delle idee, del non voler apparire come gli altri vogliono, del non essere seguaci di un ordine stabilito.
Un campo di grano cresciuto a casaccio. Ma cosa può farsene dell’ordine una persona che è composta di obiettivi oltre ogni possibile razionale aspirazione?
Superare i propri limiti va contro tendenza di una logica di vita che dei limiti fa il proprio stabilizzatore, regolatore, ordinatore. Ma, in un punto del suo divenire, il limite diventa prosecutore di se stesso.
Per Amelia, questi limiti erano un elemento di potenziale lenta autodistruzione. Pochi, in un punto del proprio essere, riescono a evolversi tanto da diventare nemici del limite in sé e per sé.
Amelia infilò il casco, gli occhiali e salì sul proprio aereo per trovarsi davanti il proprio limite e volerlo superare. Ma l’unico limite che superò è quello che tutti gli esseri viventi hanno sempre talmente vicino che non lo vedono. Un altro di quei limiti che solo i più intrepidi hanno il coraggio di sfidare.

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