| Immaginari persi |
| di Daniele |
| 14/11/2008 alle 21.05 |
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Dopo l’avvenimento dell’ 11/09, mi venne in mente di scrivere qualcosa che avebbe avuto il titolo "Immaginari persi". Avrei scritto che dopo quel disastro sarebbe stato impossibile riproporre poetiche legate al volo, direttamente ma anche indirettamente. Come poter continuare a spingere sulla tematica volo come rappresentazione della libertà e leggerezza? Come poter rappresentare il sogno tramite il volo, quando quest’ultimo ormai era diventato, casomai, un incubo? E pensavo: questa volta il nuovo millennio è veramente iniziato col 2001. Gli storici non dovranno più fare i salti mortali per tentare di arrotondare le fasti storica tra decenni o centinaia di anni. Il nuovo millennio è iniziato con l’11 settembre. Ma le ripercussioni di questo evento non sono state circoscritte allo scoppio di una guerra, alla limitazione delle green card o alla diffidenza per il diverso e per ciò che è lontano. Ha colpito anche uno degli immaginari più affascinanti dell’uomo: il volo. Sin dal mito …. L’immagine del volo ha segnato la fantasia dell’uomo. Anzi, di più: l’uomo ha sempre reclamato il diritto di volare. Era l’unico elemento che non riusciva a cavalcare, a parte la terra e l’acqua. Immaginari persi, quindi. Certo non per sempre, ma sicuramente per questa decade. La perdita di un’icona che ormai sembrava arrivata ad un punto di non ritorno. Lost, la serie televisiva, mi è sempre sembrata la perfetta metafora di quello che sta vivendo l’umanità in questo momento. E guarda caso tutto parte da un ammaraggio. Ma solo dopo aver visto Wall-E mi sono deciso di scrivere qualche riga riguardo gli immaginari persi. L’animazione finale, a parte l’essere di una bellezza mozzafiato, è accompagnata da una canzone di Peter Gabriel, Down toEarth. Il testo mi è sembrato l’ennesimo segnale di questa perdita di immaginario. "We’re coming down to the ground There’s no better place to go We’ve got snow upon the mountains We’ve got rivers down below We’re coming down to the ground To hear the birds sing in the trees" Mai letto un testo che addirittura invita ad andare giù. Non è un semplice testo che esalta le bellezze della terra, ma proprio ne rivendica la superiorità. "Ad ascoltare gli ucceli che cantano sugli alberi"...più chiaro di così. Wall-e forse è molto più diretto rispetto per esempio a Lost, dove la metafora è più sottile. Ma è la magia che affascina in Wall-e. Insomma, forse abbiamo perso un immaginario. Ma ne stiamo rielaborando altri. Questa è quella che chiamo speranza. |
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| The Beach Boys |
| di Daniele |
| 31/10/2008 alle 19.30 |
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![]() Passare 15 anni in bramosa attesa di trovare un oggetto e trovarsi, di colpo, un giorno, di fronte alla possibilità di averlo... Ecco cosa è successo a me. Ero già appassionato dei Beach Boys, tanto da andare a caccia dei 45 giri di importazione. Di iscrivermi al fan club americano. Per po scoprire che molti titoli, nella pur imbarazzante vastità di collection uscite su di loro, non si trovavano. Ritengo i Beach Boys, pur nella loro smisurata popolarità, uno dei complessi più sottovalutati nella storia della musica. Ricordati sempre e solo per questo surf... Ho sempre trovato i Beach Boys uno dei complessi più geniali della storia. Il loro utilizzo delle voci è stato fuori da ogni possibile standard. Le loro capacità vocali erano incredibili. La loro tecnica nel comporre era impareggiabile. Penso a loro e ritrovo gli elementi migliori del meglio della migliore musica moderna. Il rock classico. dei. Procol Harum.Le geniali intuizioni di Philip Glass.Una visione aggiornata del pop pre-Supertramp. Beh, il 4 novembre uscirà Pacific Ocean Blue di Dennis Wilson, addirittura in doppio Cd e confezione ultra lussuosa! A parte la copertina, con uno dei più bei ritratti che abbia mai visto, il lavoro di Dennis Wilson si prospetta come uno dei più emozionanti...di sempre. Io conoscevo una sola canzone, River Song, che era presente nel doppio long playing che trovai, dopo lunghe ricerche. Una bellissima copertina color marrone chiaro, con un indiano a cavallo. River Song mi ha seguito per anni. La trovavo una versione rivista di una potenziale canzone dei Rolling Stones, diciamo stile You Can’t Always Get What You Want. Però...River Song la sentivo più mistica, più visiva, più viscerale. Era misteriosa, indescrivibile. Mi immaginavo il lavoro del long playing e sognavo una musica senza confini. Ora questo sogno finalmente è a portata di mano. Assolutamente da avere! Ecco il sito ufficiale: www.pacificoceanblue.net |
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| Il caffè è per chi chiude i contratti (2) |
| di Daniele |
| 25/10/2008 alle 14.10 |
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| Onda Onirica |
| di Daniele |
| 15/10/2008 alle 22.28 |
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![]() Ho sempre avuto poca dimestichezza con il mare. E anche per questo che ne sono sempre stato attratto. Ma forse il mare era solo una scusa per allontanarmi dalla terra e avvicinarmi al vero amore: le barche, Sensuali oggetti che si muovono sforbiciando nellaria sinuose traiettorie. Da allora, il mio sogno ricorrente e quello di arredare le pareti di una nave. Sarebbe un po come possederla. E la nave che provoca. E lei che indossa la vela per svelare impudici desideri. Le navi sognano? Si, ne sono certo. Prendo il mio pennino e seguo la mappa invisibile del mio foglio alla ricerca di quello che ogni nave veramente desidera. Incontrare, un giorno, la propria onda onirica da cavalcare. |
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| Il caffè è per chi chiude i contratti (1) |
| di Daniele |
| 11/10/2008 alle 11.25 |
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| Pianeti con faccia |
| di Daniele |
| 09/10/2008 alle 15.23 |
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![]() Questo è Mercurio, da Repubblica.it. Guardandolo...ho avuto l’impressione che mi guardasse anche lui, con quei due occhiolini bianchi. E allora... ![]() E allora mi ci metto pure io. Con questo ritocco fotografico che realizzai più di un anno fa.
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| The brothers Quay |
| di --- |
| 07/10/2008 alle 19.25 |
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![]() The brothers Quay Io amo il lavoro dei fratelli Quay. Un cognome che potrebbe non dire nulla perfino al più sfegatato degli amanti dell’animazione. Eppure questi due registi americani sono forse tra i pù notevoli autori nell’ambito non solo dei cortometraggi animati (tecnica dello stop-motion), ma anche per quello che riguarda i lungometraggi (ovviamente distribuiti con il contagocce). Per loro onirico è sinonimo di incubo. Ma mai si sono potuti vedere incubi così poetici, così placidi da non volersi mai svegliare. Visioni spettrali, ossessionate, sviluppate da una terrificante percezione della realtà. Il loro maestoso utilizzo di focali estremamente lunghe, estremizza il gioco del fuori fuoco. Sono come degli scienziati che usano il microscopio per guardare ciò che li circonda quando passeggiano per le strade. E la realtà diventa un solo un grande insieme di micro-cosmi, collegati tra loro solo da chiusure stagno. La loro maniacale cura nel muovere gli oggetti di fotogramma in fotogramma li fa avvicinare, solo ed esclusivamente loro, al mitico Ray Harryhousen) Gli esserini di pezza (e ossa, tela e chissà quanti e quali altri materiali di scarto) sono la concretizzazione più riuscita su uno schermo dell’attività celebrale in stato di non veglia. Le scenografie, poi, sono mozzafiato. Si fa fatica a credere che si stia vedendo scenari grandi pochi centimetri, piuttosto che trovarsi in saloni enormi abitati da incredibili oggetti che giganteggiano tra polvere e sprazzi di luce inquietante. Ma cosa vorranno dire le loro bambole senza occhi e cervello mentre confezionano una fettina di carne tra spilli e mosche morte-viventi? Forse nulla. Forse nulla più di quello che la mente di un killer seriale potrebbe desiderare come arena per le proprie fughe R.E.M., il cui unico incubo è quello di svegliarsi alla realtà. |
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| The Darker Side of the Moon |
| di Daniele |
| 30/09/2008 alle 19.28 |
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![]() Ho letto che molte nazioni (sempre le solite) stanno facendo partire programmi per lo sfruttamente di energia sulla Luna. Sembra che sia presente un particolare elemento, l’elio-3, un gas proveniente dal sole che impegna sino a 10 metri di profondità. Mescolato al deuterio può accendere una reazione nucleare. Ok, quindi si dovrebbe scavare "solo" sino a 10 mt di profondità. Ma dopo aver scavato questi 3 piani di palazzo, vuoi che non scopriranno qualcosa di altro o che non trovino un motivo per scavarne altri 10, e altri 10, e altri 10.... Il nostro panorama visivo continuerà ad essere violentato, tumefatto, reso sempre più astratto. E sempre stato così. Ma pensare a vedersi ridotta la Luna è molto da racconto di fantascienza. Polvere di Luna in vendita nei negozi di antiquari. |
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