| Il caffè è per chi chiude i contratti (10) |
| di Daniele |
| 17/03/2009 alle 19.11 |
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| La rivoluzione della taglia (dei) media |
| di Daniele |
| 17/03/2009 alle 16.44 |
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![]() Ho impiegato tre giorni per cercare di scrivere qualcosa di vagamente decente e interessante su questo articolo apparso su Repubblica a firma di Filippo Ceccarelli. Quando pensavo di aver scritto qualcosa di appena accettabile, il browser mi si è bloccato e mi è andato perso tutto lo scritto, perso nella ram che non recupera i dati. Ma forse è stato un segno del destino. Vuoto, dannatamente vuoto è questo articolo, quanto vuota è rimasta la cache. Dopo una premessa banalissima e ovvia sull’importanza dei vestiti di un politico e sulla loro capacità di trasmettere messaggi, il giornalista, Filippo Ceccarelli, sembra scherzarci su, utilizzando la forma “si fa presente che etc. etc.”. Questa è una tecnica abile ma superata per allontanarsi dalla responsabilità della notizia stessa. La notizia prende vita nel momento stesso in cui si dà. Quindi è impossibile non prendersi la responsabilità di darle dignità (e vita). Proprio come fanno i giornalisti televisivi: “Hanno detto che lei….”. Altra presa di distanza nell’articolo: “Fatto sta che i gironali cosiddetti di colore ci vanno a nozze”. E quindi, “ieri è entrato a sorpresa nel club del golfetto…”. Tutto questo proprio mentre è in atto una di quelle discussioni dal sapore rivoluzionario che difficilmente potremo gustarci in diretta nel futuro prossimo. E dopo che Affari e Finanza ha pubblicato uno coinvolgente articolo di Arturo Zampaglione e Internazionale ha dedicato la copertina a "Il giornale di domani". I giornali scompariranno o no? Quelli che rimarranno si faranno pagare o no? Banner o micro pagamento? Golfino, o non golfino? |
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| Street Art a Reggio Emilia |
| di Daniele |
| 13/03/2009 alle 23.28 |
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![]() Ho scovato questo esempio di Street Art a Reggio Emilia, di fronte alla piscina comunale di Via Melato. L’ho trovato efficace e divertente. Sintetico e molto espressivo. Ritengo che si possa parlare di Street Art solo quando l’elemento della strada entra di potenza nella costruzione dell’opera, quando è parte integrante ed essenziale della costruzione. Meglio ancora quando l’elemento sembra essere incolpevole di tutto ciò, cioè subisce il meccanismo creato dall’autore. Lo subisce ma lo amplifica, Mai come in questo caso, inoltre, ho trovato la sagoma alla Keith Haring non fuori posto, non gratuita ma anzi idonea alla comunicazione in atto. La croce nell’occhio e le gocce di sangue le trovo non necessarie, ma risultano essere la chicca finale su un’opera assolutamente da valorizzare. |
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| Il caffè è per chi chiude i contratti (9) |
| di Daniele |
| 10/03/2009 alle 15.32 |
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| Se l’umanità scoprisse la verità... |
| di Daniele |
| 10/03/2009 alle 14.35 |
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![]() Il mio percorso per realizzare a Reggio Emilia l’evento Selumanitascoprisselaveritaimpazzirebberotuttiallistante.it è forse lento, ma inesorabile. Quasi certo che prima del 2010 non si potrà realizzare. Officina delle Arti e il Mauriziano (il bellissimo edificio dove l’Ariosto ha scritto l’Orlando Furioso, quindi all’interno di un perfetto significante) sono impegnati. Intanto mi accontenterò di una mia esposizione personale al Ceire, via Emilia, a fine marzo. La mia carrellata sugli autori che vorrei invitare continua con due personaggi sempre conosciuti sul social network Equilibri Arte (ma a chi gli è venuto in mente un nome così pessimo?!). ![]() Daniela Rumini è una pittrice/fotografa che trovo affascinante. I suoi quadri sono la perfetta sintesi tra segno ed emotività, tra ricerca e acquisizione, tra un tempo che è interno alla nostra dimensione e uno che scorre in chissà quali altri spazi. Ma mi piacerebbe invitarla più per la fotografia che non per la sua pittura. Questa foto che pubblico sarebbe già perfetta per questa collettiva. Due sorelle che girano, distanziate, in un centro che potrebbe essere di salute mentale, chissà. L’effetto "virato" è il definitivo sigillo ad una realtà dalla quale è bene guardarsi. Eccezionale! ![]() Alessio Cigarini si diverte a cambiare registro emotivo e tecnico. Le foto sono suadenti, colgono perfettamente l’attimo del tempo. "Scherzi" è una serie che sembra presa dalle copertine jazz degli anni ’50, che ovviamente amo. Lo stile però deve essere duro, e quindi avrei scelto questo schizzo che sembra un gatto inquietante. Mi provoca quella stessa sensazione di paura profonda quando vidi i poster di Donnie Darko, con il coniglio che è un po’ la chiave del film. Se vuoi scoprire la verità, devi andare verso le zone oscure. Bellissimo e convincente! |
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| Il caffè è per chi chiude i contratti (8) |
| di Daniele |
| 07/03/2009 alle 22.30 |
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| Questo pazzo pazzo pazzo mondo |
| di Daniele |
| 28/02/2009 alle 23.26 |
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![]() Un toaster brusca una fetta di pane a Pechino e un computer a New York va in crash. Il pensiero ormai viaggia su internet. Sono i giornali che ormai si sono rassegnati a dover riportare quello che succede su Internet. Immagini, video o scontri tra blog. E’ la grande InterMent. Una grande coscienza collettiva che fa cose che il singolo non ha coscienza di fare. Il singolo diventa, ad un certo punto, strumento della coscienza che sì, è il prodotto dei singoli, ma si separa e agisce di propria volontà, perfino contro il singolo. Chi ci dice che il grande flusso non ci sia già scappato di mano? Un impiegato a New York non compra un panino speciale e un magazziniere a Pechino viene licenziato. Quando scoppiò l’Aids, cominciò a girare la teoria dell’inizio. Uno steward, che stava raggiungendo l’Asia, si accoppiò con una scimmia, provocando il passaggio del virus alla razza umana. Contemporanamente girava quella di un virus commissionato dal Vaticano a qualche laboratorio scientifico senza scrupoli. A questo punto, penso che mi sia permesso mettere in circolo la mia teoria dell’inizio di questo crack economico che stiamo vivendo. Frank, un impiegato della Lehman Brothers, è tornato al bar sotto l’angolo, il Frank’s Bar, ma stavolta, invece di prendere il suo classico “Strike Hamburger” e vino italiano, prende un normalissimo toast al formaggio e prosciutto. E una Coca. Il resto è storia. Una farfalla sbatte le ali a Pechino. E nessun temporale scoppia più a New York. Il mercato globale, la sua connettività, la sua predisposizione allo scambio ha stravolto la faccia a questo pianeta. I suoi primi abitanti non lo riconoscerebbero. E non l’accetterebbero così. Proprio come molti di noi. |
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| Il caffè è per chi chiude i contratti (7) |
| di Daniele |
| 25/02/2009 alle 19.03 |
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