| Guy Maddin |
| di Daniele |
| 09/02/2009 alle 22.48 |
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Guy Maddin è uno dei più geniali e sconosciuti registi di questa decade. La sua espressività supera i confini della tecnica, abbonda e tracima la possibilità dell’ occhio e del cervello di codificare le immagini. Il suo cortometraggio, The Heart of the World (Zeitgeist Film), è uno dei più eclatanti casi di quanto il cinema breve possa rivendicare un proprio peculiare spazio nell’immaginario visivo. La tecnica, che riprende lo stile dell’avanguardia russa, è stupefacente, con un montaggio serrato e coinvolgente. La musica, di Georgi Sviridov “Time, Forward!”, trascina lo spettatore in un mondo antico e mai esistito, se non nella mente di questo fantastico regista canadese. Il miracolo del mondo parallelo del cinema, che crea una falsa memoria, una memoria che lo spettatore non ha mai avuto ma di cui sente il vitale bisogno di riappropiarsene. Assolutamente da non mancare anche i suoi lungometraggi, tra gli altri, The saddest music in the world, distribuito nelle sale anche in Italia, per un breve periodo, da Fandango. |
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| Ora hai sei miliardi di contatti |
| di Daniele |
| 31/01/2009 alle 09.39 |
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![]() Six degrees of separation è la teoria secondo la quale qualsiasi persona, tramite i contatti umani che possiede, possa raggiungere chiunque sulla Terra senza superare una catena di connessione di altre 6 persone. Non dovrebbe essere forse rivista questa teoria? Se Obama ha il suo spazio su Facebook e io arrivo a lui tramite un solo contatto, forse ormai dovrebbe chiamarsi One degrees of separation. O forse Zero degrees of separation, visto che un contatto di distanza è il minimo da considerarsi (sempre che io non sia disconnesso perfino da me stesso). Cosa comporta? Che è sempre più difficile allontanarsi da tutto e da tutti. Jovanotti cantava che grazie a Chi l’ha visto non si poteva neanche scappare più in santa pace. E Tiziano Terzani? Ne ha fatti pochi di danni...mi immagino il Tibet con le sue montagne affollate di gente che vuole stare da sola. E visto che ci si trova tutti in Tibet, perchè non costruiamo una pista di sci, così da distrarci tra una meditazione e l’altra. Le differenze culturali si sono ormai assottigliate notevolmente. Non mi voglio lanciare nell’ennesima e ritrita analisi sociologico-comunicativa dei nostri tempi. Ormai lo sanno pure i bambini che Youtube ha assunto una funzione sociale, dopo aver imposto uno standard tecnologico. Anche Google Maps ha ormai un’identità riconosciuta come spiccatamente sociologica ("ah-ah....anche tu ti sei fatto la piscina in giardino!"). Tutti diventano amici, tutti si scambiano effusioni tramite chat o via post, effusioni che forse solo amici d’infanzia potrebbero vagamente pensare di scambiarsi. E tutti si lanciano messaggi di pace e di amore. Io alla lunga mi annoio. E sotto sotto spero che qualcuno riesca a raggiungere il Six Billion of separation . |
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| Il caffè è per chi chiude i contratti (5) |
| di Daniele |
| 27/01/2009 alle 21.45 |
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| Se l’umanità scoprisse la verità... |
| di Daniele |
| 26/01/2009 alle 22.58 |
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Se l’umanità scoprisse la verità, impazzirebbero tutti all’istante. E’ questa la chiave che ho voluto dare a questo mio primo progetto di collettiva che spero vada in porto qui a Reggio Emilia. Ho scovato qualche artista qua e là che esprime capacità tali da dover essere in un progetto come questo. La posizione privilegiata di organizzatore dà la possibilità di disegnare una grande tavola ideale di quella che uno riconosce come la propria arte. E’ un po’ come poter imporre un piccolo proprio pensiero nel grande flusso della imperante cultura. ![]() Francesco Sambo è il più Gigeriano tra gli artisti che ho contattato. Sono dei ritratti digitali con innesti meccanico/tecnologici. Il corpo diventa pesante e il metallo pensante. Gli occhi sono lo specchio dell’anima e qui diventano tachimetri, specchi delle macchine. ![]() Ilaria Borracino è misteriosa e impenetrabile, è enigmatica quanto allo stesso tempo decifrabile. E’ sensuale la sua arte. I suoi autoritratti sono di una nobiltà decadente, una personalità destinata a regnare ma che fugge dai suoi stessi privilegi, un’umanità che non sembra mai soddisfatta. Nessuna bellezza, nessun potere potrà mai darle la serenità, quella serenità che potrebbe essere raggiunta con la semplice vista di un tramonto su un mare. |
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| Il caffè è per chi chiude i contratti (4) |
| di Daniele |
| 18/01/2009 alle 16.37 |
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| Passeggiando per Roma 2 |
| di Daniele |
| 18/01/2009 alle 10.01 |
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![]() La passeggiata a Roma ha prodotto questa tavola. Non ne sono affatto soddisfatto. Però mi ha aperto alcune possibilità tematiche che voglio approfondire. Voglio cioè esplorare un percorso di un mio stile in una dimensione urbana. Vediamo che ne esce fuori. |
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| Passeggiando per Roma |
| di Daniele |
| 13/01/2009 alle 17.03 |
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![]() Tornare a Roma ogni tanto dà una di quelle sensazioni che non si possono spiegare. Invece di sentire i clacson, i cellulari, il vocìo, la "spintonaggine" della gente, ho musiche barocche che rimbalzano nel cervello. Un palazzo ottocentesco anticipa con eleganza una colonna antica romana, una fontana sinuosa si apre ad una stretta strada texturizzata a san pietrini. E a me vengono idee da sviluppare per le mie tematiche. Mi immagino uno scorcio di strada dove un portone apre ad un cortile e dal quale si può scorgere una nave. Che ci fà lì? Chi lha messa? Certamente un nobile eccentrico. |
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| Bergamo Arte Fiera ’09 |
| di Daniele |
| 02/01/2009 alle 23.24 |
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![]() Sarò presente da Venerdi 9 a Lunedì 12 Gennaio 2009 alla Fiera Nuova (Via Lunga – BG) saròpresente all’interno dello stand della Mazzoleni Art Gallery (stand 59 – 61 – 139 – 141 - Padiglione B.) In questo spazio saranno esposte opere pittoriche e scultoree di alcuni degli artisti che collaborano in esclusiva con la galleria d’arte. Sulla rivista Arte Mondadori, nel prossimo numero di Gennaio, verrà dato ampio risalto all’evento, al nostro stand e agli artisti presenti. Sabato 10 gennaio, inoltre, dalle ore 15,30 in poi sarà ospite Dario Ballantini, anche lui con alcune tavole della sua ultima produzione. Con Dario ho condiviso un potenziale progetto di lungometraggio che ho portato avanti per un certo periodo, I quattro aspiranti, dove interpretava la parte di un professore di matematica piuttosto fuori di testa. Ho diretto altre 3 scene di questo potenziale lungometraggio con altrettanti attori. Il progetto è poi rimasto su...dvd. Peccato, perchè aveva grosse potenzialità. Ma ci ritornerò sopra. |
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