Questa è la sinossi della mostra che ho intenzione di realizzare nel 2014 probabilmente a Reggio Emilia, esponendo scritti, tavole e opere miste.

Di donne amate, sì, ne ho. La loro presenza si è incuneata nella memoria delle mie cellule che, dopo di me, si trasformeranno in nuvole di polvere dotate di immagini e ricordi, bottiglie senza forma che ne perpetueranno il contenuto. Si inseguiranno con altre che vagano perse e assetate, sospinte da anonime correnti alle spalle, portatrici di chissà quali altre sensazioni avviluppate nel proprio involucro. In un giorno di ordinaria riflessione, lo schianto tra due mi abbagliò una ballata di un tempo passato. Mi ghignò, provocandomi un sospiro di lei. Che creò nella sua volta una nuvola nuova. E mi condusse a lei.

La nuova mi si adagiò. Si espanse, debordò indomita sulla sua pelle, inseguì le sue onde che si moltiplicavano e tentò di cavalcarle mentre si accavallavano imbizzarrite. Il sospiro, con un battito di alito, tentò, mai rassegnato, di superare l’ invalicabile ostinato destino avverso. La nuvola plasmava una sagoma, un disegno, delle parole. Profilo di donna.

Ma quale tavola non è stata ancora disegnata e quale riga non è stata ancora scritta? Ancora solo tutte. In ognuna delle 250.000 parole racchiuse in un dizionario si apre una prospettiva di amore. Se, poi, due lemmi si incontrano, questo singolo sentimento riesce a rinascere in una combinazione 31-mila-milioni di varianti. E lui è ancora lì, pronto per una nuova definizione. Perché l’amore è come la poesia: alla ricerca della verità e nessuno l’ha ancora trovata. Ti lascia e ti accompagna di pensieri semplici: è da tempo che ti penso e ti desidero.

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